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FACCIAMO IL PUNTO IN MERITO AL GDPR,E I NOSTRI GESTIONALI

Uno dei principali obiettivi del GDPR è rafforzare i diritti dei singoli individui sul controllo e la protezione dei propri dati personali. In particolare, il GDPR regola:

 
- la possibilità di accedere più facilmente ai dati personali forniti a un’azienda;
AGPlanner prevede un interfaccia tramite accesso con codice token ai dati del cliente cosi che possa verificare i dati in possesso dall'azienda con un link per richiederne la modifica in caso di errori, oltre a tutti i documenti emessi :
 


 
Tutti gli altri obblighi del  GDPR riguardano la gestione dei dati in azienda  
 
- il diritto a essere informati su come i propri dati vengono archiviati, gestiti e rielaborati;
- il diritto a esprimere un consenso esplicito al trattamento dei propri dati per ogni finalità di utilizzo;
- il diritto all’oblio, cioè a richiedere la cancellazione dei propri dati dagli archivi aziendali;
ovviamente alcuni dati non e' possibile eliminarli pena il venir meno degli obbighi fiscali ( * vedi sotto )
- l’obbligo delle aziende a mettere in atto adeguate misure per la sicurezza informatica e a comunicare tempestivamente eventuali violazioni, cioè i cosiddetti data breach.
 
Tutte cose che trascendono il software gestionale.
 
I SOFTWARE GESTIONALI DEVONO:
Per essere conformi al GDPR, software con l’ERP, il CRM, l’SFA devono solo prevedere un sistema di accessi profilato. Cosa significa? Significa che ogni utente deve avere le sue credenziali di accesso a cui corrisponde uno specifico ruolo e degli specifici permessi di visualizzare od operare con i dati presenti nel sistema. Il nostro software è già strutturato in questo modo.
 
In OLTRE
*Per fornire il prodotto o servizio richiesto: se un utente acquista un articolo i suoi dati personali sono necessari per la fatturazione, la sua email è necessaria a comunicargli l’espletamento dell’ordine, il suo indirizzo fisico (e magari il numero di telefono) sono altrettanto necessari per consegnargli la merce. In questo caso, il cliente può decidere che questi siano gli unici utilizzi possibili dei suoi dati: ciò significa che non potete utilizzare il suo indirizzo fisico, la sua email o il numero di telefono per inviargli materiale promozionale o per inserirlo in un elenco di remarketing.
Per ognuna di queste voci (da prendere sempre a titolo esemplificativo) gli utenti i cui dati vengono inseriti nel vostro GESTIONALE devono esprimere un consenso esplicito.
 
Cosa bisogna fare? Per ogni utente va fatta firmare la normativa della privacy compresi gli utenti che sono già nel GESTIONALE.
In questo caso vanno contattati per comunicare loro la nuova informativa sulla privacy e chiedere il consenso per le varie finalità di utilizzo dei dati. Importantissimo: non vale il principio del silenzio assenso. Se le persone non esprimono il loro consenso, voi non potete trattare i loro dati.
 
In caso di un attacco informatico che può aver compromesso la sicurezza dei dati gli utenti vanno tempestivamente avvisati !
 
Tutte cose che trascendono il software gestionale. 
 
CONSIGLIAMO NEL CASO DI utilizzo dei nostri software erp in SAAS ( Software as a service IN ITALIANO Software come servizio) DI ACQUISTARE IL SERVIZIO DI CERTIFICAZIONE SSL per la connessione sicura al gestionale per aumentare la sicurezza .

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Obbligo di fatturazione elettronica tra privati: definite le regole tecniche

Con un Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 30 aprile 2018, sono state definite le regole tecniche per l’emissione e la ricezione delle fatture elettroniche per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato, utilizzando il Sistema di Interscambio, nonché per la trasmissione telematica dei dati delle operazioni di cessione di beni e prestazione di servizi transfrontaliere.

Nel Provvedimento, sono fornite indicazioni sul contenuto e la predisposizione della fattura elettronica. Inoltre, è precisato che la fattura elettronica è trasmessa al Sistema di Interscambio dal soggetto obbligato ad emetterla o, per conto di tale soggetto, da un intermediario.

La trasmissione può essere effettuata tramite:

  • posta elettronica certificata;
  • servizi informatici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate;
  • sistema di cooperazione applicativa, su rete Internet, con servizio esposto tramite modello “web service”;
  • sistema di trasmissione dei dati tra terminali remoti basato su protocollo FTP.

La fattura elettronica è, poi, recapitata dal Sistema di Interscambio al soggetto cessionario/committente o, per conto del soggetto cessionario/committente, ad un intermediario. Le modalità di recapito delle fatture elettroniche sono:

  • il sistema di posta elettronica certificata;
  • il sistema di cooperazione applicativa, su rete Internet, con servizio esposto tramite modello “web service”;
  • il sistema di trasmissione dei dati tra terminali remoti basato su protocollo FTP.

Per il recapito delle fatture elettroniche, l’Agenzia delle Entrate metterà a disposizione un servizio di registrazione dell’indirizzo telematico scelto per la ricezione dei file.

Nel Provvedimento, sono fornite tutta una serie di indicazioni anche riguardo a:

  • data di emissione e data di ricezione della fattura elettronica via Sistema di Interscambio;
  • intermediari;
  • note di variazioni e autofatture;
  • conservazione delle fatture elettroniche;
  • servizi di ausilio per il processo di fatturazione elettronica;
  • trasmissione telematica dei dati delle operazioni transfrontaliere;
  • il trattamento dei dati;
  • la sicurezza dei dati;
  • le eventuali correzioni delle specifiche tecniche di trasmissione.

Nel Provvedimento è, altresì, precisato che le regole tecniche con esso definite sono valide anche per le fatture elettroniche relative alle cessioni di benzina o di gasolio e per le prestazioni rese da soggetti subappaltatori e subcontraenti della filiera delle imprese nel quadro di un contratto di appalto di lavori, servizi o forniture stipulato con un’Amministrazione Pubblica, previste dalla Legge di Bilancio per il 2018 ed effettuate a partire dal 1° luglio 2018.

 

e-fatture generate anche gratuitamente

Le fatture elettroniche potranno essere generate con strumenti resi disponibili gratuitamente dall’Agenzia (una procedura web, una app e un software da installare su pc) o con software di mercato. Le e-fatture, che viaggeranno in maniera sicura tramite il Sistema di Interscambio (SdI), potranno essere trasmesse, anche tramite intermediari, via posta elettronica certificata oppure utilizzando le stesse procedure web e app; in alternativa, previo accreditamento al SdI, potranno essere inviate tramite un “web service” o per mezzo di un sistema di trasmissione dati tra terminali remoti (FTP). In caso di superamento dei controlli minimi su alcuni dati obbligatori della fattura, sarà recapitata – entro 5 giorni – una “ricevuta di consegna” del file della fattura elettronica al soggetto che lo ha inviato e la fattura si considererà emessa.

 

Recapito “semplificato” per consumatori finali e piccole partite Iva

Se la fattura elettronica è destinata a un consumatore finale, un soggetto Iva che rientra nei regimi agevolati di vantaggio o forfettario o dell’agricoltura, l’emittente potrà valorizzare solo il campo “Codice Destinatario” con un codice convenzionale e la fattura sarà recapitata al destinatario attraverso la messa a disposizione del file in un’apposita area web riservata dell’Agenzia delle Entrate. Della stessa semplificazione potrà usufruire anche il cessionario/committente Iva che non si trovi nelle condizioni di poter utilizzare, né direttamente né tramite un intermediario appositamente delegato, i canali standard per la ricezione (Pec, web service, Ftp): troverà le fatture nell’apposita area web riservata dell’Agenzia.

 

Conservazione facilitata con il supporto delle Entrate

I cedenti/prestatori e i cessionari/committenti residenti, stabiliti o identificati in Italia possono conservare elettronicamente le fatture elettroniche e le note di variazione trasmesse e ricevute attraverso il Sistema di interscambio, utilizzando il servizio di conservazione elettronica, conforme a quanto previsto dal Codice dell’Amministrazione Digitale (Cad), gratuitamente messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, dopo aver aderito, anche tramite intermediari, all’accordo di servizio pubblicato nell’area riservata del sito web dell’Agenzia. L’Agenzia metterà, inoltre, a disposizione un servizio di ricerca, consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche emesse e ricevute all’interno di un’area riservata del sito.

 

Sicurezza dei dati

Tutte le modalità di trasmissione avverranno attraverso protocolli sicuri su rete internet, come descritto nelle specifiche tecniche allegate al provvedimento. Inoltre, la consultazione degli archivi informatici dell’Agenzia delle Entrate è garantita da misure di sicurezza che prevedono un sistema di profilazione, identificazione, autenticazione e autorizzazione dei soggetti abilitati alla consultazione, di tracciatura degli accessi effettuati, con indicazione dei tempi e della tipologia delle operazioni svolte.

Carburanti, chiarimenti in una circolare

L’Agenzia delle Entrate ha, infine, pubblicato anche una circolare sulle ultime novità in tema di fatturazione e pagamento per la cessione di carburanti interessati dall’e-fattura a partire dal prossimo luglio. Nel documento di prassi vengono, inoltre, forniti primi chiarimenti sull’ambito applicativo delle nuove regole sui contratti d’appalto.

 

Le novità in sintesi

Diverse le novità che vanno nella direzione di semplificare il nuovo processo di fatturazione per gli operatori. Ad esempio, per rendere più agevole la predisposizione delle fatture elettroniche e ridurre i tempi, l’Agenzia metterà a disposizione un servizio web e una app dedicata che consentirà al soggetto che emette la fattura anche di acquisire “in automatico” i dati identificativi del cessionario e l’indirizzo telematico tramite un QR-code reso disponibile dall’Agenzia a tutte le partite Iva nell’area autenticata del sito internet. Semplificazioni anche sul fronte della conservazione delle fatture, per cui potrà essere la stessa Agenzia, su richiesta, a “custodire” i documenti elettronici per conto degli operatori economici, e sul processo di recapito, con un nuovo servizio web gratuito che consentirà di registrare l’indirizzo telematico (codice destinatario o indirizzo Pec) prescelto per ricevere le fatture elettroniche.

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Fattura: il vademecum completo

Emissione fattura

La fattura si considera emessa al momento in cui avviene la sua consegna, spedizione e corretta trasmissione per via elettronica. Viene rilasciata in due esemplari: l’originale consegnato o spedito al cliente, la copia conservata dall’emittente (per almeno 10 anni).

  • Cessione di beni: al momento della consegna. In caso di più consegne relative a componenti dello stesso bene si emette con riferimento all’ultima delle tranche. In caso di una partita di merci consegnata in più tranche, sebbene il contratto preveda una fornitura unica sono considerate effettuate le cessioni al momento di ogni singola consegna.
  • Prestazione di servizi: quando si ultima il servizio.

Tipologie di fattura

  • Immediata: emessa in formato cartaceo contestualmente alla consegna del bene al compratore, funge anche da documento di trasporto (DDT). Il momento di emissione corrisponde alla consegna o spedizione (trasmissione a mezzo corrispondenza e sistemi simili o assimilati).
  • Anticipata: emessa prima della consegna/spedizione e del pagamento del corrispettivo (l’operazione si considera effettuata).
  • Differita: emessa dopo la consegna/spedizione ed il pagamento del corrispettivo.
  • Analogica: mandata via fax, posta o email, non accompagnata da firma qualificata o certificata.
  • Elettronica: emessa al momento della trasmissione, quando regolarmente a disposizione del destinatario.

Le fatture di rettifica fanno riferimento a un credito invece di un debito e si chiamano note di credito. In generale, le fatture integrative di una fattura già emessa vengono denominate “note di variazione”.

 

Voci obbligatorie in fattura

  • Nome della ditta
  • denominazione o ragione sociale dell’emittente con nome del rappresentante fiscale
  • indirizzo della sede
  • numero di Partita IVA
  • estremi dell’intestatario della fattura
  • azienda/persona fisica che provvederà al pagamento entro i termini stabiliti
  • data, coincidente in assenza di altra specifica indicazione, con la consegna o spedizione
  • numerazione
  • quantità e breve descrizione del prodotto/servizio ceduto o prestazione effettuata
  • eventuali competenze e contributi di legge
  • base imponibile (importo al netto IVA)
  • importo IVA in base all’aliquota applicabile al bene o servizio (4% – 10% – 22%).

La fattura può avere anche forma di nota, conto, parcella e simili purché contenga gli elementi obbligatori richiesti dalla legge.

Arrotondamenti

Nella fattura gli importi devono essere arrotondati al centesimo di euro per eccesso se la frazione non è inferiore a 0,005, per difetto se inferiore a tale ammontare. I decimali vanno indicati anche quando sono pari a zero. L’imposta deve essere sempre indicata in euro, anche se gli altri importi sono indicati in diversa valuta. Per le fatture di importo superiore a 77,47 euro si applica l’imposta di bollo da 2 euro. Al fine di evitare errori nella compilazione della fattura, è utile affidarsi ad un software di fatturazione, che in automatico calcola importi, arrotondamenti e IVA, provvedere alla stampa anche presso terzi o utilizzando sistemi di trasmissione telematica. È inoltre consentita l’archiviazione su supporto ottico.

IVA per cassa

Chi emette fattura deve pagare l’IVA sulle cessioni di beni e le prestazioni di servizi. Dal 2012 il regime di IVA per cassa consente a imprenditori o autonomi di posticiparne il versamento, dal momento di effettuazione dell’operazione a quello dell’incasso. Allo stesso modo, il diritto a detrarre l’IVA su beni e servizi acquistati matura al momento del pagamento dei corrispettivi ai fornitori.

Registrazione fattura

  • Immediata: entro 15 giorni dall’emissione.
  • Differita: entro il termine di emissione e con riferimento al mese di consegna o spedizione dei beni, o entro il 15esimo giorno del mese successivo. NB: la liquidazione va effettuata con riferimento al mese di consegna o spedizione della merce.

Per più fatture di importo unitario inferiore a 150 euro può essere registrato anche un solo documento riepilogativo mensile, entro 15 giorni dalla fine di ciascun mese solare.

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GDPR

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permalink: news-gdpr-36.html 2018-04-26

GDPR cos’è?

Il Regolamento Generale sulla protezione dei dati (GDPR – General Data Protection Regulation) entrerà in vigore il 25 maggio 2018 in tutti i Paesi membri dell’Unione Europea. Il Regolamento impone obblighi stringenti sul trattamento e la gestione dei dati dei cittadini europei.

A chi si applica?

Il GDPR è una normativa che deve essere rispettata sia dalle aziende con sede nell’Unione Europea sia da quelle che, pur avendo sede al di fuori della UE, elaborano trattano e collezionano dati dei cittadini di uno dei 28 Stati membri.

GDPR Dati ad alto rischio

I responsabili dei dati devono informare entro 72 ore le autorità di protezione dei dati riguardo ogni violazione che metta a rischio i diritti degli individui e nel più breve tempo possibile tutti gli individui affetti in caso di violazione ad alto rischio.
Le violazioni del GDPR comportano pene severe, con multe fino a 20 milioni di euro o del 4% del fatturato globale, se superiore.
Le aziende devono:
  • Proteggere i dati personali dei clienti da accessi non autorizzati (Breach)
  • Istruire tutto il personale dipendente sulla nuova normativa
  • Adottare una politica di governance e data protection adeguata in modo proporzionale al rischio in caso di Breach
  • Introdurre la figura del DPO (Data Protection Officer) interna o esterna a seconda dei casi
  • Dotarsi di strumenti tecnologici necessari a monitorare e prevenire gli attacchi informatici
I proprietari dei dati possono:
  • accedere in qualsiasi momento ai loro dati personali
  • sapere come vengono utilizzati e protetti i loro dati
  • chiedere il trasferimento dei loro dati personali ad altro soggetto (portabilità del dato)
  • essere tempestivamente informati in caso di furto dei propri dati
  • avere garanzie sull’applicazione della normativa da parte dei soggetti interessati
Le attività di Data management sono fondamentali per rispondere in modo adeguato alla normativa.
Con noi potrai:
  1. Definire e analizzare la gestione quotidiana dei dati
  2. Identificare i dati personali
  3. Gestire le policy di sicurezza
  4. Tracciare e controllare in modo sistematico l’accesso ai dati
  5. Costruire il documento di “valutazione d’impatto” (PIA)
  6. Gestire tutti gli eventi

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Cambiare ERP? 10 segnali che indicano quando è giunto il momento

Cambiare ERP è un’impresa che spaventa tutte le aziende:il pensiero del cambiamento è talmente ingombrante che la tendenza generale è quella di rimandarlo il più possibile a un secondo momento, “quando ci sarà più calma” generalmente: un momento che non arriva mai. I problemi si sommano e per fronteggiarli richiedete al vostro fornitore informatico questa o quella piccola modifica al sistema attualmente in uso: quelle che nell’immediato sembrano soluzioni rapide e indolori, però, si rivelano presto essere mere tamponature che non fanno che ingrandire i problemi nel lungo termine.

 

Il circolo vizioso delle piccole modifiche

Se aspettate “un momento di calma” per cambiare ERP questo non arriva mai e sapete perché? Perché se i vostri impianti produttivi e le vostre risorse umane sono in perenne affanno le ragioni, in fondo, sono sempre due:

  • È inadeguata l’organizzazione aziendale
  • Sono inadeguate le strutture produttive e le strumentazioni

e le due cose spesso vanno di pari passo: è un circolo vizioso.

Considerando che l’ERP è uno strumento legato a filo doppio all’organizzazione aziendale (nel senso che vi dipende e la determina allo stesso tempo), è chiaro che quando la situazione inizia a farsi poco sostenibile probabilmente è proprio quello il momento di passare a un nuovo sistema gestionale ERP.

Ma no, non è il nostro caso, ci servirebbe solo una piccola modifica a questa funzione…”. Probabilmente state pensando questo. Prima di chiedere l’ennesimo aggiustamento, però, valutate se vi riconoscete in una di queste condizioni.

 

10 segnali che indicano che è giunto il momento di cambiare ERP

 1. Le piccole inefficienze si sommano… e diventano grandi

Un ordine in ritardo, una consegna sbagliata, materie prime mancanti, magazzini pieni di materiali inutilizzati, impianti fermi, impianti sovraccaricati, fatture errate e così continuando: l’elenco delle piccole inefficienze può continuare a lungo. Oggi capita una cosa domani un’altra, i margini di reddittività si abbassano, il clima di lavoro si fa più teso e a lungo andare tutta la produttività aziendale ne risente.

2. Avete bisogno di più dati

Quali sono i modelli più venduti dello scorso anno? Quanto materiale avete utilizzato? Quante ore di lavoro avete impiegato? Quali sono gli agenti più efficienti? Quale campagne di marketing sono riuscite meglio? Potete rispondere in maniera immediata a queste domande semplicemente guardando un report? E soprattutto: potete mettere insieme automaticamente i dati provenienti da ogni reparto e da ogni processo per avere una visione d’insieme veramente significativa?

3. Non avete accesso alle informazioni in tempo reale

Se un materiale in magazzino si esaurisce il reparto Acquisti è in grado di saperlo in tempo reale e riacquistarlo in base agli ordini da mettere in produzione? Riuscite a verificare l’avanzamento di un ordine in tempo reale? L’operazione effettuata da un reparto all’interno dell’ERP va automaticamente ad influenzare il flusso di lavoro degli altri reparti?

4. Il vostro ERP si limita a eseguire operazioni, non a ottimizzarle

Se i vecchi gestionali avevano solo una funzione di consultazione, i primi ERP hanno introdotto numerose funzionalità operative, ma gli ERP di ultima generazione vanno ben oltre perché, grazie alla loro capacità di incrociare dati da numerosi fonti e monitorare i flussi di lavoro in tempo reale, suggeriscono le azioni da mettere in atto per ottimizzare la produzione. Naturalmente, per riuscirci devono avere una struttura solida e coerente con l’organizzazione aziendale.

5 Producete i report in maniera manuale

Se i fogli Excel dominano ancora le giornate dei vostri dipendenti, beh, non c’è molto da dire: serve un sistema di Data Analytics integrata con il vostro gestionale che vi permetta di creare, visualizzare e interrogare i report in maniera efficace.

6. I vostri dipendenti perdono tempo in lunghissime operazioni di routine

Quanto tempo impiegano i vostri dipendenti per inserire manualmente dati che provengono da altri sistemi, a caricare gli ordini, a verificarne l’avanzamento? Quante email o telefonate vengono scambiate da un reparto all’altro per le comunicazioni di routine? E quante informazioni si perdono con questo sistema?

7. Non c’è integrazione tra l’ERP e gli altri sistemi

Abbiamo parlato più volte dell’importanza dell’integrazione per poter sfruttare a pieno i benefici dell’automazione offerti dal sistema ERP. I vostri software dialogano tra di loro? Le informazioni sulla progettazione e l’industrializzazione del prodotto provenienti dai sistemi CAD-CAM e dai software di Product Data Management sono disponibili agli altri reparti aziendali? I dati sui clienti e sulle vendite archiviati nel CRM si integrano con tutto il resto? I gestionali per la rete vendita (Sales Force Automation – SFA) dialogano con i dati dell’ERP?

8. L’ERP attuale non supporta ulteriori modifiche di cui avete bisogno

“Questo non si può fare: il sistema non supporta questa funzione”. Se questa è la risposta che ricevete dal vostro reparto IT o dal vostro fornitore informatico quando chiedete una modifica o un’integrazione delle funzioni dell’ERP, allora avete finito lo spazio per i rattoppi: serve un abito nuovo.

9 Siete meno competitivi

Per essere competitivi sul mercato bisogna massimizzare l’efficacia e l’efficienza dei propri processi produttivi, amministrativi, di vendita e di marketing. Questo ci riporta al punto 1: tante piccole inefficienze sommate insieme diminuiscono la competitività dell’azienda e, alla lunga, vi fanno perdere quote di mercato.

10. Vi sentite impreparati alla sfida del Digital Business

Se lavorate già con un ERP integrato e sfruttate nel miglior modo possibile i meccanismi di automazione e analisi, siete già sulla buona strada, ma oggi inizia a non essere più sufficiente, perché il panorama è sempre più complesso. Big data, Cloud, Internet of Things, Social Media, Machine Learning, Robotica, Intelligenza Artificiale: le tecnologie evolvono e con loro evolvono i flussi di lavoro e le buone pratiche ad essi correlate. 

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Voucher digitalizzazione PMI fino a 10 mila euro: cos’è e come fare domanda

Null

Il voucher per la digitalizzazione delle PMI è un’agevolazione per le micro, piccole e medie imprese che prevede un contributo di importo non superiore a 10 mila euro, finalizzato all’adozione di interventi di digitalizzazione dei processi aziendali e di ammodernamento tecnologico. E' possibile beneficiare di un finanziamento pari al 50% della spesa programmata.

L’agevolazione è stata prevista dal Ministero dello sviluppo economico che con decreto del 24 ottobre 2017 ha stabilito le regole per beneficiare del voucher.

Attraverso il “bonus digitalizzazione” si potranno acquistare software, hardware e/o servizi specialistici che consentano all’impresa di migliorare la propria efficienza e modernizzarsi anche nell’organizzazione del lavoro.

Le imprese interessate e che sono in possesso dei requisiti per accedere al voucher digitalizzazione potranno presentare domanda dal 30 gennaio 2018 al 9 febbraio. 

L’importo massimo che può essere richiesto è di 10 mila euro.

La procedura per compilare la domanda per il voucher digitalizzazione PMI di 10.000 euro può essere eseguita dal 15 gennaio 2018, data in cui il MISE apre alla compilazione della domanda di accesso all’incentivo.

Vediamo quindi cos’è e come funziona il voucher digitalizzazione, cosa finanzia, quali sono le i requisiti e le regole per beneficiarne e come presentare domanda.

Cos’è il voucher digitalizzazione

Il voucher per la digitalizzazione delle PMI è un contributo economico per la digitalizzazione dei processi aziendali e l’ammodernamento tecnologico delle micro, piccole e medie imprese.

Ogni impresa può beneficiare di un solo voucher di importo non superiore a 10 mila euro, nella misura massima del 50% del totale delle spese ammissibili.

La disciplina attuativa del Voucher per la digitalizzazione delle Pmi è stata adottata con il decreto interministeriale 23 settembre 2014 con il quale sono state definite anche le modalità e i termini di presentazione delle domande di accesso alle agevolazioni.

Risorse a disposizione. Così come chiarito dal Ministero dello sviluppo economico che con decreto del 24 ottobre 2017 le risorse finanziarie disponibili per la concessione del Voucher per progetti di digitalizzazione e ammodernamento tecnologico sono pari a euro 100 milioni di euro.

Dei 100 milioni di euro, una parte e nello specifico 32.543.679,00 euro sono destinati a valere sulle risorse del PON Imprese e competitività, Asse III – Competitività PMI, Azione 3.5.2 – “Supporto a soluzioni ICT nei processi produttivi delle PMI, coerentemente con la strategia di smart specialization, con particolare riferimento a: commercio elettronico, cloud computing, manifattura digitale e sicurezza informatica”, di cui:

  • euro 5.867.283,77 per progetti realizzati in unità produttive ubicate nelle Regioni in transizione (Abruzzo, Molise, Sardegna);
  • euro 26.676.395,23 per progetti realizzati in unità produttive ubicate nelle Regioni meno sviluppate (Regioni del Sud: Basilicata, Calabria, Campania, Sicilia).

I restanti 67.456.321,00 euro, sono destinati a valere sulle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2014-2020, per progetti realizzati in unità produttive ubicate nelle altre Regioni del territorio nazionale.

Tali risorse sono suddivise su base regionale, ai sensi della delibera CIPE 10 luglio 2017, n. 47/2017.

Soggetti beneficiari

Beneficiari del voucher sono le micro, piccole e medie imprese cioè le mPMI, costituite in qualsiasi forma giuridica, che risultano possedere, alla data della presentazione della domanda, i requisiti previsti all’art. 5 del decreto 23 settembre 2014 e cioè:

  • qualificarsi come micro, piccola o media impresa (MPMI) ai sensi della raccomandazione 2003/361/CE, del 6 maggio 2003, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea L 124 del 20 maggio 2003, recepita con decreto ministeriale 18 aprile 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 238 del 18 ottobre 2005, indipendentemente dalla loro forma giuridica, nonché dal regime contabile adottato;
  • non rientrare tra le imprese attive nei settori esclusi dall’articolo 1 del regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013;
  • avere sede legale e/o unità locale attiva sul territorio nazionale ed essere iscritte al Registro delle imprese della Camera di commercio territorialmente competente;
  • non essere sottoposte a procedura concorsuali e non trovarsi in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente secondo la normativa vigente;
  • non aver ricevuto altri contributi pubblici per le spese oggetto della concessione del Voucher;
  • non trovarsi nella situazione di aver ricevuto e successivamente non rimborsato o depositato in un conto bloccato aiuti sui quali pende un ordine di recupero, a seguito di una precedente decisione della Commissione europea che dichiara l’aiuto illegale e incompatibile con il mercato comune.

Attività escluse. Da quanto detto sopra è chiaro che possono beneficiare del voucher le imprese operanti in tutti i settori di attività economica ad eccezione di quelli esclusi dall’articolo 1 del regolamento (UE) n. 1407/2013 (aiuti “de minimis”) cioè:

  • aiuti concessi a imprese operanti nel settore della pesca e dell’acquacoltura di cui al regolamento (CE) n. 104/2000 del Consiglio;
  • aiuti concessi a imprese operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli;
  • aiuti concessi a imprese operanti nel settore della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli nei casi seguenti;
  • aiuti per attività connesse all’esportazione verso paesi terzi o Stati membri, ossia aiuti direttamente collegati ai quantitativi esportati, alla costituzione e gestione di una rete di distribuzione o ad altre spese correnti connesse con l’attività d’esportazione;
  • aiuti subordinati all’impiego di prodotti nazionali rispetto a quelli d’importazione.

Tuttavia per le imprese che operano in tali settori e che svolgano anche attività economiche ammissibili, possono beneficiare del Voucher a condizione che siano in possesso di un adeguato sistema di separazione delle attività o di un sistema contabile che assicuri la distinzione dei costi.

Voucher digitalizzazione ai professionisti solo se iscritti a Registro delle Imprese

Per quanto riguarda gli studi professionali ed i liberi professionisti, questi possono presentare domanda per usufruire del bonus digitalizzazione se svolgono la propria attività in forma di impresa e, alla data di presentazione della domanda, siano iscritti al Registro delle imprese.

Altro caso particolare da considerare sono le associazioni o gli enti che, pur esercitando una attività economica, non risultano iscritti al Registro delle Imprese ma sono registrate unicamente presso il Repertorio Economico Amministrativo (REA) delle Camere di Commercio, queste non possono presentare domanda per il voucher.

Infatti, la possibilità di fare richiesta del voucher è riservata esclusivamente le imprese che, indipendentemente dalla forma giuridica o dal regime contabile adottato, siano iscritte al Registro delle Imprese. Quindi i soggetti registrati unicamente presso il Repertorio Economico Amministrativo (REA) delle Camere di Commercio non fanno parte dei soggetti ammessi a godere del bonus.

Soggetti sottoposti a procedura concorsuale. In caso di procedura concordato preventivo con continuità aziendale, l’impresa non può presentare domanda per l’agevolazione. Infatti il decreto istitutivo del voucher digitalizzazione stabilisce che il soggetto proponente alla data di presentazione della domanda non deve essere sottoposto a una procedura concorsuale e non deve trovarsi in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente secondo la normativa vigente.

Spese ammissibili

Con il voucher digitalizzazione le PMI potranno sostenere spese di digitalizzazione dei processi aziendali e di ammodernamento tecnologico. Il voucher può essere concesso nella misura massima di 10.000 euro e copre le spese riferite all’acquisto di software, hardware o servizi che consentano il raggiungimento delle seguenti finalità:

  • miglioramento dell’efficienza aziendale attraverso l’acquisto di hardware, software e servizi di consulenza specialistica strettamente finalizzati alla digitalizzazione dei processi aziendali;
  • modernizzazione dell’organizzazione del lavoro con l’acquisto di hardware, software e servizi di consulenza specialistica strettamente finalizzati alla modernizzazione dell’organizzazione del lavoro, ed anche all’utilizzo di strumenti tecnologici e all’introduzione di forme di flessibilità del lavoro, tra cui il telelavoro;
  • sviluppo di soluzioni di e-commerce intesi come acquisto di hardware, software, inclusi software specifici per la gestione delle transazioni on-line e per i sistemi di sicurezza della connessione di rete, e servizi di consulenza specialistica strettamente finalizzati allo sviluppo di soluzioni di e-commerce;
  • connettività a banda larga e ultralarga attraverso il sostenimento spese di attivazione del servizio sostenute una tantum, ad esempio costi di realizzazione delle opere infrastrutturali e tecniche, e di dotazione e installazione degli apparati necessari alla connettività a banda larga e ultralarga.;
  • collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare, intese come Spese relative all’acquisto e all’attivazione di decoder e parabole per il collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare;
  • formazione qualificata nel campo ICT del personale, in questo caso sono ritenute ammissibili le spese per la partecipazione a corsi e per l’acquisizione di servizi di formazione qualificata.

Le spese ammesse a godere dell’agevolazione devono essere sostenute solo successivamente all’assegnazione del Voucher. L’avvio del progetto deve essere, quindi, successivo alla pubblicazione sul sito istituzionale del Ministero del provvedimento cumulativo di prenotazione del Voucher di cui all’articolo 4, comma 1, del decreto direttoriale 24 ottobre 2017.

 

Inoltre il progetto di digitalizzazione e ammodernamento tecnologico oggetto della domanda di Voucher deve essere ultimato entro sei mesi dalla pubblicazione sul sito istituzionale del MISE del provvedimento cumulativo di prenotazione del Voucher. Sempre entro sei mesi devono essere state ultimate anche le prestazioni di consulenza e formazione del progetto stesso.

Domanda voucher digitalizzazione

Le imprese proponenti in possesso dei requisiti necessari per beneficiare dell’agevolazione, possono presentare domanda per il voucher digitalizzazione esclusivamente tramite la procedura informatica, attraverso sezione "Voucher digitalizzazione" del sito web del Ministero (www.mise.gov.it), a partire dal 30 gennaio 2018 e fino al 9 febbraio 2018.

Tuttavia le imprese possono iniziare la compilazione della domanda a partire dalle ore 10.00 del 15 gennaio 2018.

La procedura informatica per la presentazione della domanda di voucher sarà quindi disponibile dal 15 gennaio 2018 e prevedrà l’identificazione e l’autenticazione attraverso la Carta nazionale dei servizi (CNS), ovvero un dispositivo come una Smart Card o una chiavetta USB che contenga un “certificato digitale” di autenticazione personale.

L’accesso alla procedura informatica è riservato al rappresentante legale dell’impresa proponente, che risulti dal certificato camerale dell’impresa o ad un altro soggetto interno delegato attraverso la procedura informatica – “Gestione Deleghe” al potere di rappresentanza per la presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni.

La domanda e i relativi allegati devono essere firmati digitalmente dal soggetto che compila e presenta la domanda, pena l’improcedibilità della stessa.

Inoltre per poter completare la compilazione della domanda di accesso alle agevolazioni, l’impresa deve essere in possesso di una casella di posta elettronica certificata (PEC) attiva e registrata nel Registro delle imprese.

Quindi essenzialmente l’iter di presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni per la digitalizzazione si compone di una fase di compilazione della domanda a partire dal giorno 15 gennaio 2018, da questa data sarà infatti possibile:

  • accedere alla procedura informatica;
  • immettere le informazioni richieste per la compilazione della domanda e caricare i relativi allegati; generare il modulo di domanda sotto forma di "pdf" immodificabile, contenente le informazioni e i dati forniti dall’impresa proponente, e apporvi della firma digitale;
  • caricare la domanda firmata digitalmente e aspettare il rilascio del "codice di predisposizione domanda" necessario per l’invio della stessa.

Successivamente, dal 30 gennaio al 9 febbraio 2018 sarà possibile inviare la domanda di accesso alle agevolazioni, accedendo alla procedura informatica, immettendo il "codice di predisposizione domanda" costituente formale invio della domanda. Infine la piattaforma rilascerà un’attestazione di avvenuta presentazione della domanda.

Qualora l’impresa preponente non sia in possesso dei requisiti necessari per usufruire dell’agevolazione la procedura informatica non consentirà il completamento dell’iter di presentazione della domanda.

È molto importante sottolineare che ciascuna impresa proponente può presentare una sola domanda di accesso alle agevolazioni nella quale è tenuta ad indicare la collocazione dell’unità produttiva nell’ambito della quale viene realizzato il progetto di digitalizzazione e ammodernamento tecnologico. Tale indicazione è necessaria per la suddivisione su base regionale delle richieste pervenute.

Agevolazioni concedibili

Ad ogni soggetto può essere riconosciuto un Voucher nella misura massima del 50 per cento del totale delle spese ammissibili e, comunque, di importo non superiore a 10.000,00 euro.

A favore delle imprese che hanno fatto domanda il Ministero provvederà alla prenotazione del Voucher attraverso un provvedimento cumulativo di prenotazione pubblicato sul sito del MISE. In tale provvedimento cumulativo saranno indicate, su base regionale, le imprese e gli importi dell’agevolazione prenotata.
Successivamente alla presentazione da parte dell’impresa della rendicontazione delle spese sostenute, ai sensi di quanto previsto dall’articolo 6 del decreto direttoriale 24 ottobre 2017, il Ministero provvederà all’assegnazione definitiva e all’erogazione del Voucher.

Qualora le risorse disponibili a livello regionale non siano sufficienti a coprire le richieste pervenute da parte delle imprese è prevista una procedura di riparto delle risorse finanziarie in proporzione alle richieste delle imprese.

Cumulabilità

Il Voucher per la digitalizzazione delle PMI è un’agevolazione non cumulabile con altri contributi pubblici concessi a valere sugli stessi costi ammessi.

C’è divieto di cumulo solo se i suddetti contributi pubblici siano inquadrabili come aiuti di stato ai sensi dell’articolo 107 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Nello specifico, ad esempio, non è cumulabile ad esempio con la Nuova Sabatini.

Il Voucher è cumulabile con tutte le misure di carattere generale che non sono da considerare aiuti di Stato e non concorrono, quindi, a formare cumulo.

 

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Voucher per la digitalizzazione delle PMI

Null

Il voucher per la digitalizzazione delle PMI è una misura disponibile nel 2018 per agevolare le micro, le piccole e le medie imprese mediante un contributo.

Fornito appunto come un “voucher” di un importo non superiore ai 10 mila euro, pari al 50% del totale delle spese ammissibili, ha lo scopo di far adottare interventi di digitalizzazione dei processi aziendali e di ammodernamento tecnologico.

Il Ministero dello Sviluppo Economico italiano ha messo in atto un vero piano per la digitalizzazione delle aziende italiane, finanziando con 100 milioni di euro l'acquisto da parte di micro e PMI di servizi specialistici in ambito digitale.

Il che vuol dire che se sei interessato alla realizzazione un sito web professionale, alla creazione di una landing page, all'apertura di un sito web e-commerce o ad un piano di promozione online o alla realizzazione di un gestionale online, lo Stato italiano ti aiuterà a farlo, grazie ad un finanziamento che non dovrà essere superiore a 10 mila euro.

Per essere precisi, tale Voucher finanzierà il 50% delle spese che sosterrai consentendo anche alla tua azienda di usufruire delle grandi potenzialità offerte da internet.

Cosa finanzia

Il voucher è utilizzabile per l'acquisto disoftware, hardware e/o servizi specialisticiche consentano di:

- migliorare l'efficienza aziendale;
-modernizzare l'organizzazione del lavoro, mediante l'utilizzo di strumenti tecnologici e forme di flessibilità del lavoro, tra cui il telelavoro;
- sviluppare soluzioni di e-commerce;
-fruire della connettività a banda larga e ultralarga o del collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare;
-realizzare interventi di formazione qualificata del personale nel campo ICT.

Gli acquisti devono essere effettuati successivamente alla prenotazione del Voucher.

Come funziona

Le domande potranno essere presentate dalle imprese, esclusivamente tramite la procedura informatica, a partire dalle ore 10.00 del 30 gennaio 2018 e fino alle ore 17.00 del 9 febbraio 2018. Già dal 15 gennaio 2018 sarà possibile accedere alla procedura informatica e compilare la domanda. Per l'accesso è richiesto il possesso della Carta nazionale dei servizi e di una casella di posta elettronica certificata (PEC) attiva e la sua registrazione nel Registro delle imprese.

Entro 30 giorni dalla chiusura dello sportello il Ministero adotterà un provvedimento cumulativo di prenotazione del Voucher, su base regionale, contenente l'indicazione delle imprese e dell'importo dell'agevolazione prenotata.

QUINDI NON PERDERE TEMPO, SIAMO A TUA DISPOSIZIONE PER FAR CRESCERE LA TUA AZIENDA!

Se sei interessato a presentare un progetto di digitalizzazione della tua PMI, contattci : info@dandreaconsulenze.com

Per approfondimenti leggi l'articolo : Voucher digitalizzazione PMI fino a 10 mila euro: cos’è e come fare domanda

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Steampunk

Null
permalink: news-steampunk-33.html 2017-12-29

[DMC] Il mio nuovo server "steampunk" a "muro" in ufficio è online.... 9 mesi, quasi un parto... siamo online!!!!
( il primo notebook acquistato dall'azienda è diventata un opera d'arte funzionante/funzionale )

Anno nuovo, qualche piccola novità nei nostri uffici....

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CHIUSURA SETTIMANE 47-50 - 2016

Null

Nelle settimane dalla 47ma alla 50ma/2016 e precisamente dal 24 Novembre al 18 Dicembre non sono reperibile per motivi di salute. 
Non sarò in grado di rispondere prontamente neanche via mail, che però leggerò e a cui risponderò appena possibile.
 
Sarò di nuovo pienamente operativo a partire presumibilmente da Lunedì 19/12/2016.
 
Grazie della comprensione.

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PROMOZIONE RIENTRO DALLE VACANZE

Null

Sito internet realizzato con WORDPRESS incluso :

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Nuovo sito online

Null
permalink: news-nuovo_sito_online-30.html 2016-07-28

E' online il nuovo sito realizzato in WordPress per  "il sole dentro" , nido e materna super innovativo a Conegliano V.to.

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Nuovi servizi per il social marketing: Facebook "lead-ads"

Null

Questo nuovo tipo di annuncio si chiama “Lead Ads” perché Lead è la parola che in inglese identifica il contatto di un cliente potenziale.
 
Abbiamo visto in passato creando campagne pubblicitarie con lo scopo di catturare possibili clienti che :
 
  • una semplice inserzione, per quanto fatta bene, non è sufficiente
  • non è banale realizzare tutta la struttura necessaria allo scopo (Landing Page, form, Autoresponder, automatismi, Coupon), sia dal punto di vista strategico sia da quello tecnico 
i risultati non sono mai stati cosi completamente soddisfacenti come invece preventivato.
 
Da oggi un po' di cose cambiano, Facebook ci da una possibilità in più per raggiungere i nostri obiettivi.
 
Facebook ha infatti introdotto una nuova tipologia di campagna, indirizzata a "Raccogliere Contatti per la tua Azienda" (di clienti potenziali) (chiamata in inglese "Lead Ads"), che per certi versi semplifica moltissimo le cose.
 
 Con la pubblicità tradizionale si parte con un'inserzione di Facebook, creata con obiettivo "Indirizza le persone al tuo Sito Web" oppure "Incrementa le conversioni sul tuo sito Web" in pratica un link con anteprima cliccabile, e quando l'utente interessato clicca l'annuncio, viene portato su di una pagina web esterna a Facebook (chiamata "Landing Page" in generale, o "Squeeze Page" in questo caso, dato che "spreme" dei contatti dalle persone) .
Questo resta un metodo funzionante ed efficace ancora a lungo ma......il nuovo metodo per fare Lead è più immediato
 
Si parte sempre dall'inserzione pubblicitaria su Facebook che visivamente ha le stesse caratteristiche di quelle create con obiettivi "click sul sito web" o "conversioni".
 
I questo caso però, quando l'utente clicca, non va in una pagina esterna, ma rimane lì sull'inserzione e semplicemente vede comparire un form potenzialmente già compilato con i dati del suo profilo personale, e gli basta semplicemente cliccare "invia" per essere iscritto e vedere la schermata di conferma.
 
2 clic di numero, senza uscire dall'annuncio, ed è già iscritto alla promozione.
 
i Pro e i Contro
 
Come ogni soluzione, ha sempre i suoi pro e i suoi contro.
Partendo dai punti a favore, ci sono:
 
  • l'estrema semplicità ed immediatezza nel creare la struttura di acquisizione contatti email e dati di possibili clienti
  • lo sforzo minimo che deve compiere l'utente per iscriversi (2 click)
Questi fattori possono semplificare molto la vita e dall'altro lato essere un sistema che potenzialmente può aumentare le conversioni (abbassandone i costi). Compilare un form usando un touchscreen è scomodo, ma con le Lead Ads, l'utente trova tutto già compilato con i dati del proprio profilo Facebook.
 
Nessuno sforzo nel compilare = percentuale di conversione superiore = più clienti potenziali ad un costo inferiore.
 
Per quanto riguarda i punti a sfavore:
 
  • hai uno spazio estremamente limitato per presentare l' "offerta" e convincere l'utente, hai solo poche righe nel post, un'immagine e il titolo sotto l'immagine. Non è certo semplice spiegare tutto in modo chiaro ed essere subito convincenti.
  • non è un sistema completo e bisogna comunque integrarlo con un servizio di "CALLBACK" per gestire i contatti email acquisiti e farli fruttare
 

Maggiori informazioni sul prodotto :

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Pagamenti ON LIne

Null
permalink: news-pagamenti_on_line-28.html 2016-06-09

Da oggi potete pagare le fatture anche online con PAYPALL o CARTA DI CREDITO  tramite la vostra pagina personale dove potete consultare e ad occorrenza ristampare tutti i vostri documenti ( Preventivi, Ordini, Fatture) oltre a verificare i vostri dati anagrafici .

Vi ricordiamo che l'accesso è sicuro e potete chiedere la modifica dei vostri dati nel rispetto della legge sulla privacy direttamente dal link predisposto nella pagina.

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Per contattarci con Facebook

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Per contattarci su facebook puoi utilizzare il seguente codice , scannerizzalo con l'applicazione Messanger del tuo cellulare.

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Minisito per l'innaugurazione di un nuovo centro pilates

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Realizzato un nuovo sito e la relativa campagna di Mrketing sui social per l'innaugurazione della nuova palestra di Pilates, incluso l'e-commerce per l'acquisto online di un PACCHETTO DI PROVA promozionale con  WELCOME PACK IN OMAGGIO.

Cliente blufit.it

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QUALI SONO GLI OBBLIGHI DI LEGGE ATTUALI PER UN SITO WEB?

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Ecco un elenco delle cose da verificare per fare in modo che il lavoro svolto risulti aggiornato e rispondente alle normative che riguardano:

  • la pubblicazione dei dati obbligatori;
  • l’informativa sulla privacy del sito web;
  • l’informativa sulla raccolta dei cookies.

1. PUBBLICAZIONE DEI DATI OBBLIGATORI SUL SITO INTERNET

Gli obblighi di pubblicazione sul sito web dei dati della società (o di impresa individuale) si differenziano a seconda della tipologia (società di capitali, di persone o impresa individuale). I riferimenti legislativi sono i seguenti:

I dati obbligatori devono essere pubblicati in una pagina facilmente trovabile dal visitatore del sito, proprio per questo motivo è consuetudine inserirli nella pagina dei contatti, oppure in una pagina apposita che riporti tutti i dati legali. Qualora lo spazio lo consenta, secondo noi è buona norma inserirli anche (tutti o una parte) nel footer delle pagine. La partita IVA deve essere pubblicata obbligatoriamente in home page, ed è ovviamente consigliato inserirla anche assieme a tutti gli altri dati obbligatori.

Ecco uno schema riepilogativo dei dati da inserire, di seguito potete trovare alcune indicazioni aggiuntive a riguardo.

SOCIETA’ DI CAPITALI (Spa, Sapa, Srl, Srls)

Le società di capitali hanno l’obbligo di esporre sul sito web:

  • La denominazione completa;
  • L’indirizzo e la città della sede legale;
  • La partita IVA (almeno in home page);
  • La provincia dell’ufficio registro di iscrizione;
  • Il codice fiscale;
  • Il numero REA;
  • Il capitale sociale (l’importo e la quota versata);
  • L’eventuale stato di liquidazione della società;
  • L’eventuale stato di società unipersonale;
  • L’eventuale società o ente di direzione e coordinamento alla quale è soggetta;
  • L’indirizzo PEC (posta elettronica certificata), che anche se non obbligatorio, rende la società più trasparente agli occhi dei visitatori favorendo la comunicazione con essi.

SOCIETA’ DI PERSONE (Snc, Sas e Società Semplice) ed IMPRESA INDIVIDUALE

L’unico obbligo vero e proprio indicato dalla legislazione riguarda:

  • La partita IVA (che deve essere presente almeno in home page);

Il nostro consiglio è comunque di inserire, se possibile, anche tutti gli altri dati per questioni di trasparenza verso gli utenti (che, ricordiamolo, essendo potenziali clienti, potrebbero essere attratti maggiormente da un’azienda che non ha problemi ad esporre i propri dati).

Inoltre rendere noti da subito tali dati ci mette al riparo di eventuali obblighi legislativi futuri (se tutti i dati sono già obbligatori per le società per azioni, la tendenza potrebbe essere questa anche per tutti gli altri tipi di azienda).

Per cui, anche per le società di persone, è bene indicare:

  • La denominazione completa;
  • L’indirizzo e la città della sede legale;
  • La partita IVA (almeno in home page);
  • La provincia dell’ufficio registro di iscrizione;
  • Il codice fiscale;
  • Il numero REA;
  • L’eventuale stato di liquidazione della società;
  • L’indirizzo PEC (posta elettronica certificata), per il quale vale quanto visto per le società di capitali.

Per le imprese individuali invece riportare:

  • Nome e cognome (ed eventualmente la denominazione se presente);
  • L’indirizzo e la città della sede legale;
  • La partita IVA (almeno in home page);
  • La provincia dell’ufficio registro di iscrizione;
  • Il codice fiscale;
  • Il numero REA;
  • L’indirizzo PEC (posta elettronica certificata), per il quale vale quanto visto per le società di capitali.

Ricordiamo che i dati obbligatori visti sopra devono essere riportati anche negli atti e nella corrispondenza, è quindi necessario inserirli anche nelle comunicazioni email (ad esempio nella firma), oltre che sui documenti fiscali e contabili.

L’indicazione dei dati obbligatori su atti e corrispondenza vale anche per società di persone, non solo per le società di capitali. Per le imprese individuali, oltre alla partita IVA sulla home page del sito rimane l’obbligo di indicare il registro imprese di iscrizione su atti e corrispondenza.

Attenzione:

Per quanto riguarda le sole società di capitali, la normativa parla di “spazio elettronico destinato alla comunicazione collegato ad una rete telematica ad accesso pubblico“, quindi è da ritenersi inclusa anche la pubblicazione sui vari canali social della società stessa, oltre che sul sito internet

 

2. PUBBLICAZIONE DELL’INFORMATIVA RIGUARDANTE LA PRIVACY DEL SITO WEB

Sul sito internet è necessario pubblicare l’informativa sulla privacy come indicato dall’art. 13 del D.lgs. n. 196 del 30 giugno 2003(“codice in materia di protezione dei dati personali”).

Oltre alla pagina riportante l’informativa, che deve essere facilmente trovabile dai visitatori del sito, è bene inserire in tutte le formdove sono richiesti dati personali agli utenti (ad esempio nei contatti) la dicitura di accettazione dell’informativa, con:

  • check esplicito di accettazione;
  • oppure almeno con una indicazione del tipo “effettuando l’invio della presente form accetti la nostra informativa sulla privacy”.

In entrambi i casi è consigliato inserire nella form un link cliccabile verso la pagina con l’informativa sulla privacy (meglio se l’apertura del link avviene in una finestra/tab differente, per evitare che le informazioni della form vengano perse seguendo il link).

All’interno della pagina di informativa sulla privacy è consigliabile inserire anche le modalità del trattamento dei dati anche quando questi provengano da email spedite spontaneamente dagli utenti agli indirizzi pubblicati sul sito internet.

 

3. PUBBLICAZIONE DELL’INFORMATIVA SULL’UTILIZZO DEI COOKIES DA PARTE DEL SITO

Da alcuni mesi è diventata operativa anche la norma che obbliga ad inserire sui siti internet tutte le informazioni relative a cookies raccolti durante la navigazione degli utenti. La Direttiva Europea 2009/136 è stata recepita dalprovvedimento del Garante della Privacy n. 229 dell’8 Maggio 2014 e pubblicate su G.U. del 3 Giugno 2014; è necessario quindi che entro Maggio 2015 il sito sia rispondente a quella che spesso viene definita EU Cookies Law.

Per seguire correttamente le indicazioni del provvedimento del Garante della Privacy è necessario inserire una pagina sul sito internet dove siano riportatitutti i cookies raccolti (che possono essere sia creati appositamente per il funzionamento del sito sia installati per l’utilizzo di servizi di terzi) e come questi vengono utilizzati.

Anche il semplice utilizzo di servizi di monitoraggio delle statistiche di navigazione (ad esempio Google Analytics) comporta l’installazione dicookies sul dispositivo del visitatore per cui è necessario indicare questa situazione nella pagina di informativa.

La pagina riportante l’informativa cookies deve essere facilmente trovabile dall’utente e spesso viene linkata anche dalla pagina di informativa privacy. La legge impone anche che sia mostrato all’utente un popup già nella home page del sito, per garantire che egli sia a conoscenza fin da subito dell’installazione di cookies sul suo dispositivo. Tecnicamente, in realtà, non si tratta di un vero e proprio popup, ma semplicemente di un elemento con posizionamento fixed sovrapposto al contenuto della stessa, ma per comodità continuerò a definirlo popup nel resto dell’articolo.

Il popup che viene mostrato all’utente solitamente una frase simile a questa:

“Utilizziamo dei cookies per migliorare l’esperienza d’uso presente e futura del nostro sito web. Continuando la navigazione accetti la nostra informativa sui cookies“

inoltre deve essere presente il link alla pagina dell’informativa (nell’esempio qui riportato le parole sottolineate sono il link) e solitamente è presente anche un pulsante di esplicita autorizzazione da parte dell’utente.

Alcuni di questi popup sono temporizzati e scompaiono automaticamente presupponendo che, dopo qualche secondo sulla pagina, l’utente abbia implicitamente accettato l’installazione dei cookies; la nostra preferenza è quella invece di mostrare il popup (su tutte le pagine del sito) fino a quando non viene effettuato il click esplicito di accettazione.

Una volta che l’utente effettua l’accettazione, questa sua preferenza viene memorizzata in un ulteriore cookie, per cui ricordatevi di inserire anche questo nell’elenco dei cookies raccolti dal sito.

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Nuovo sito è online

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permalink: news-nuovo_sito__online-7.html 2016-02-11

Nuovo sito online ....... sempre nuove funzionalità e aggiornamenti per te!

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L'obsolescenza è la prima piaga da sconfiggere

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L'informatica è ormai entrata prepotentemente nei processi produttivi di qualsiasi azienda: tantissimo dipende ormai dai computer sia nel settore privato sia in quello pubblico.

Dati sensibili, documenti, atti, pagamenti transitano ogni giorno sulla rete aziendale, come fosse la linfa vitale che fa funzionare processi e produzione.

Ma cosa accade se il fluire di questa linfa fosse interrotto? Tutti sono concordi: sarebbe un disastro. Cosa si fa, quindi, per proteggerlo? Quasi niente nella maggior parte dei casi e non abbastanza nel resto, con pochissime eccezioni.

Al fermo dell'attività, vanno poi a sommarsi i costi dell'intervento di recupero e pulizia veri e propri, oltre alla necessità di ricostruire spesso completamente l'infrastruttura per eliminare le falle che hanno portato al disastro.

"Otto aziende attaccate su 10 non vengono colpite perché espressamente prese di mira da attacchi super sofisticati, ma perché non applicano le patch di sicurezza. Quando entriamo in un'azienda o un ente, ci capita di trovare server con un arretrato di 100/150 patch da applicare. Quale può essere la sicurezza in questi casi? E pensare che applicarle non costa niente o quasi…"

CONSULENZA E SUPPORTO INFORMATICO
www.dandreaconsulenze.com

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Nuovo sito online: COMMERCIALISTAONDEMAND

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Nuovo sito online: COMMERCIALISTAONDEMAND rende semplice l'apertura e la gestione della partita iva. Il cliente che ci sceglie desidera un rapporto con il professionista economico e affidabile. Con il nuovo servizio on demand non ha più rilevanza la distanza fisica del cliente dallo Studio, perché i tutti documenti vengono trasmessi via web da qualunque parte d'Italia.

(http://www.commercialistaondemand.it/

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Il tuo sito web non e' mobile-friendly?

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Il tuo sito web non e' mobile-friendly? Google ti penalizza ? Il 50% delle ricerche su Google, vengono fatte da dispositivi mobili, sei sicuro della tua visibilità? Rinnova il tuo sito: ti proponiamo un sito al 100% compatibile con i dispositivi mobile, ottimizzato SEO così da genera contatti qualificati e nuovi clienti, che ti permetta di pubblicare automaticamente i contenuti per le tue campagne di social marketing mirate.
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Knowledge management

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permalink: news-knowledge_management-18.html 2015-11-19

Internet ha completamente rivoluzionato ogni approccio di conduzione aziendale, imponendo la completa integrazione tra le applicazioni. Per consentire il pieno utilizzo dei dati operativi disponibili, l’infrastruttura preposta a sostenere i processi decisionali deve essere in grado di raccogliere, validare, organizzare, gestire e distribuire la corretta informazione alla persona giusta, nei tempi necessari e con lo strumento più idoneo.

Gli strumenti informatici, d’altro canto, permettono di produrre così tanta informazione che il problema non è più l’accesso all’informazione quanto quello della qualità di questa informazione e della rapidità con la quale si può reperire quando serve.

L’efficienza organizzativa, inoltre, implica il miglioramento dei tempi di risposta e del grado di efficienza dei processi aziendali, nonché il miglioramento continuo delle loro competenze, conoscenze e capacità, fornendo ai dipendenti gli strumenti necessari per effettuare decisioni migliori in tempi più brevi.

Per semplificare la condivisione di informazioni e migliorare l’efficienza generale dell’azienda sono determinanti l‘archiviazione, l’accesso e la manipolazione delle informazioni indipendentemente da tempo e luogo. Tuttavia, l’abitudine a vedere la conoscenza incorporata in documenti di vario genere ha fatto perdere di vista il fatto che la loro natura è cambiata: non più documenti definitivi, ma palinsesti da modificare all’occorrenza; non più archivî statici, ma basi di dati dinamiche.

Nel prossimo futuro, quindi, a fare la differenza non saranno gli investimenti in hardware e in software, che potranno al più permettere di ottimizzare il trasferimento di informazioni all’interno e all’esterno di un’azienda, ma le abilità proprie dei singoli appartenenti all’azienda che dovrebbe perciò, nel suo stesso interesse, farle diventare una risorsa globale di sua esclusiva proprietà.

La conoscenza aziendale trae origine in genere da tre fonti diverse:

i dati che risiedono nei documenti, nei database operativi e nei data warehouse;
la conoscenza delle persone che lavorano in azienda;
le fonti esterne.
Il knowledge management integra queste fonti diverse e le incanala verso una struttura funzionale alle esigenze specifiche dell’azienda in cui viene implementato.

Obiettivo del knowledge management è trasmettere tutta la capacità intellettuale di un’azienda ai knoweldge worker, gli operatori che prendono tutto l’insieme di decisioni il cui aggregato decide del successo o del fallimento dell’azienda, collegando le persone al patrimonio di conoscenze disponibile in azienda.

Le soluzioni di knowledge management sono insiemi di sistemi e strumenti che permettono di formalizzare un processo o una competenza oltre i limiti dei sistemi GED (Gestione Elettronica dei Documenti) permettendo di disporre di informazioni numeriche e indicizzate. Le conoscenze conservate nei documenti personali degli utilizzatori, non potendo essere gerarchizzate e rese accessibili attraverso una base di dati, possono essere rese fruibili solo attraverso strumenti di ricerca integrale e sistemi esperti. Oppure si può procedere all’automatizzazione parziale o totale di uno o più processi nel corso della quale documenti, informazioni e altri prodotti dell’attività passano da un partecipante all’altro, all’interno del gruppo di lavoro, conformemente ad un insieme di regole predefinite.

Gli strumenti informatici per il knowledge management prevedono perciò funzionalità di:

groupware, per la condivisione di informazioni (documenti, e-mail, messaggistica, calendari di attività, progetti, aree di discussione, ecc.);
motori di ricerca, per il recupero di informazioni all’interno dei documenti aziendali;
e-learning, per l’aggiornamento professionale del personale;
workflow, per la distribuzione guidata di informazioni e documenti agli utenti del sistema;
data warehouse, per l’archiviazione di informazioni storiche che aggreghino i dati di dettaglio presenti nei database aziendali consentendo successive analisi veloci e flessibili;
data mining, per la ricerca di relazioni nascoste fra i dati e la individuazione di tendenze;
piattaforme OLAP (On Line Analytical Processing), per l’elaborazione e la rappresentazione grafica interattiva di dati multidimensionali;
business intelligence, per l’analisi dei dati su diversi livelli di dettaglio, finalizzata al supporto decisionale;
sistemi di misura delle prestazioni aziendali;
sistemi di reporting, per viste statiche sulle informazioni.
[Fonte: ID2]

ACTIVEMOVE è un software ERP rivoluzionario nella sua semplicità, che in combinazione con la nostra consulenza e analisi dei processi aziendali, è lo strumento adeguato per gestire la tua azienda , chiedi informazioni.

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L’IMPLEMENTAZIONE DELLA LEAN PRODUCTION NELLE PMI

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L’aumento della pressione competitiva dovuta all’abbattimento delle barriere geografiche, alla liberalizzazione, alla rapidissima innovazione e alla diffusione di internet è un dato di fatto con cui nella situazione attuale devono fare i conti le imprese italiane. Le pmi per non restare travolte sulla scena internazionale devono saper rimodellare di continuo il proprio management, e la formula che in termini di risultati si sta dimostrando migliore è l’impresa snella.

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VIRTUALIZZAZIONE: VANTAGGI PER LE PMI

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Il tema della riduzione dei costi è quanto mai attuale per le PMI italiane.La scelta di operare pesanti taglie al reparto IT rende l’infrastruttura obsoleta perdendo in efficienza, competitività e produttività. Le PMI dovrebbero piuttosto puntare a consolidare le infrastrutture, anche attraverso le moderne tecnologie di virtualizzazione, che permettono di ridurre lo spazio fisico occupato dall’hardware, i tempi di aggiornamento, la complessità di gestione, la manutenzione e quindi i costi.

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COOKIE LAW

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permalink: news-cookie_law-8.html 2015-06-02

Forse già lo sai, dal 2 giugno 2015 è diventato operativo il provvedimento del Garante della privacy in materia di cookie e bisogna adattarsi alla normativa nata per disciplinare l’uso dei cookie di profilazione al fine di proteggere la privacy di chi naviga in rete.

Questa normativa si applica a tutti i paesi europei e non solo l’Italia.

In pochi ne parlano sul web e ancor meno sanno cosa fare per mettere il proprio sito o il proprio blog in regola con le nuove norme.

Tuttavia la questione non è affatto da sottovalutare, in quanto i proprietari dei siti che non sono a norma rischiano di prendere multe davvero salate: da 6.000 euro a 36.000 euro per omessa informativa sulla privacy e da 10.000 a 120.000 euro nel caso in cui venga dimostrata l’installazione di cookie di profilazione senza l’autorizzazione degli utenti.

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www.dandreaconsulenze.com

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SVILUPPO DELLA COMPETITIVITÀ DELLA PMI

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L’ANALISI DEL BENCHMARKING Le PMI hanno l’obbligo di abbandonare le certezze, riconoscere di non sapere quello che non sa e sforzarsi di imparare dagli altri, questi sono dei passi fondamentali da percorrere per avvicinarsi al successo. Il benchmarking permette di imparare dagli altri, e aiuta le aziende a divenire delle Learnig Organization.

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I sistemi di Enterprise Content Management (ECM)

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I sistemi di Enterprise Content Management (ECM) sono una categoria di software che sta crescendo velocemente. Le informazioni non strutturate, come e-mail, immagini, video, documenti, social media e tutto ciò che non si trova in un database, costituiscono l’80% delle informazioni gestite dalle aziende alle quali molto spesso però i responsabili non sono in grado di accedere come vorrebbero. Le soluzioni Open Source vengono incontro alle aziende permettono di usare le migliori tecnologie aperte, ottenendo così software di alta qualità, implementato velocemente e a basso costo.

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OPEN SOURCE: I VERI VANTAGGI PER LE PMI

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 In piena crisi economica molte aziende stanno cercando alternative alle soluzioni software tradizionali per contenere i propri budget IT, pur mantenendo le stesse funzioni e prestazioni delle soluzioni tradizionali. Per questo motivo, si osserva un interesse crescente verso le soluzioni software di tipo open source. Ma quali sono, in pratica, i vantaggi che un software open source può portare ad una piccola e media impresa?

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